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Blockchain, Bitcoin e Hospitality: esiste un futuro?

Blockchain, Bitcoin e Hospitality: esiste un futuro?

Quello sul Bitcoin e sulla tecnologia Blockchain, è stato uno dei temi più dibattuti in Italia, ma non solo, nell’ultimo anno. Tra chi vi intravede una grande opportunità di cambiamento per il futuro dell’economia e chi, invece, ne restringe le potenzialità ad un boom temporaneo, è indubbio che qualcosa si stia muovendo. Ma come stanno rispondendo i settori di turismo e hospitality? Detto in altre parole…esiste la possibilità che in futuro sempre più soggiorni e viaggi vengano pagati con la criptomoneta?

Blockchain, Bitcoin, Criptovaluta: cosa significano?

Va da sé che non è questa la sede adatta per un approfondimento di carattere tecnico (il documentario “Banking of bitcoin” disponibile su Netflix lo è di certo!), che richiederebbe peraltro competenze altamente specifiche. Ma ci sembra opportuno soffermarci brevemente sul significato di termini come Bitcoin, Blockchain, Criptomoneta.

La parola Blockchain deriva dai termini inglesi block (blocco) e chain (catena, collegamento), e sta ad indicare una serie di blocchi, in questo caso computer (o nodi) collegati tra loro e contenenti codici e calcoli corrispondenti a ciascuna operazione effettuata. Grazie alla creazione di un software open source, questa tecnologia permette la trasmissione di un imponente sistema di codici crittografati, attraverso una rete detta peer to peer, e la gestione e archiviazione di transazioni condivise dai nodi di una stessa rete.

Con Bitcoin o Criptovaluta o Criptomoneta si è soliti riferirsi, con tutte le cautele del caso, ad un una <<moneta paritaria digitale e decentralizzata la cui implementazione si basa sulla crittografia>> o, più semplicemente ad un mezzo di scambio alternativo alle valute classiche emesse dagli istituti bancari. La Criptovaluta, infatti, non risponde alle consuete regole dei sistemi finanziari contemporanei: il suo valore è determinato dal meccanismo di domanda-offerta, ed è tramite un algoritmo predefinito che avviene la generazione automatica di nuove monete.

È un sistema sicuro?

I sostenitori della Blockchain puntano sull’alto livello di sicurezza in questo tipo di transazioni, non solo per la complessità dei codici, ma anche perché ciascuna informazione viene replicata su migliaia di computer. Dunque, qualsiasi tentativo di alterare o cancellare i dati contenuti nel database verrebbe subito identificato dal sistema e bloccato. Inoltre, qualsiasi transazione sarebbe totalmente tracciabile, così da poter individuare chi l’ha effettuata e chi riceve il denaro. Infine, l’assenza di un ente centrale incaricato dell’emissione fisica di una moneta, ne impedirebbe il sequestro, la svalutazione o il blocco delle transazioni.

Un sistema di questo tipo apre indubbiamente scenari dalle infinite possibilità, ma in molti vedono il rischio di una degenerazione “anarchica”, anche perché, allo stato attuale, la legge italiana, ad esempio, non si è ancora espressa con una norma.

Una forma di pagamento alternativa per le prenotazioni di strutture ricettive

L’industria di travel & hospitality vede anch’essa, come altri settori, un acceso dibattito fra coloro che sperano in una evoluzione in positivo per le prenotazioni dirette (c’è addirittura chi ipotizza la creazione di una moneta virtuale appositamente pensata per questo settore!), e chi si mostra scettico.

Quali sarebbero gli effettivi vantaggi dell’accettare il pagamento in bitcoin per i proprietari di case vacanze, bed & breakfast e hotel?

Si parla molto dell’eventuale superamento del sistema di commissioni che avvantaggerebbe sia proprietari che viaggiatori, questi ultimi soprattutto nei casi di cambio di valuta da un paese all’altro. Gli intermediari che convertono in euro i pagamenti ricevuti in bitcoin applicano una commissione pari all’1%, contro il 3,5% di un istituto bancario, e dunque i pagamenti in bitcoin risulterebbero più vantaggiosi rispetto a quelli effettuati con carte di credito.

Ne uscirebbe modificato anche l’universo delle cancellazioni, degli errori nelle riserve o nei pagamenti, poiché si ridurrebbe pressoché a zero il margine di errore, generando un nuovo scenario di competitività nel sistema di prenotazioni. I processi di pagamento risulterebbero semplificati e al riparo da frode, favorendo sentimenti di fiducia e responsabilità. Il tutto porterebbe alla progressiva indipendenza da intermediari finanziari per i pagamenti, e soprattutto dalle OTA per ciò che concerne il controllo dell’inventario e i dati dei propri ospiti, a vantaggio delle prenotazioni dirette.

Ultimo ma non meno importante aspetto, le recensioni: l’estremo livello di sicurezza e trasparenza garantito da un sistema di questo tipo, stando ai suoi sostenitori, impedirebbe qualsiasi tentativo di alterazione dell’identità del cliente e della sua permanenza in una casa vacanze, ad esempio, e dunque, garantirebbe l’autenticità della recensione.

Grazie al sistema di registrazione dati della tecnologia blockchain, insomma, sarebbe possibile garantire un livello di veridicità e trasparenza generale che eliminerebbe gli errori di transazione, migliorando di riflesso l’efficienza di tutti i servizi connessi con la prenotazione.

Chi è già salito a bordo

In linea con la sua personalità avanguardista e visionaria, l’imprenditore Richard Brenson, è stato fra i primi a scommettere sul bitcoin nel 2013 con la Virgin.

Mentre Simple Booking ha realizzato la prima integrazione al mondo di un sistema di pagamento in bitcoin su un booking engine per le prenotazioni dirette degli hotel. Basta aprire un proprio conto aziendale su un Wallet BitPay e collegarlo a Simple Booking inserendo il codice del conto, esattamente come fosse un gateway bancario. Dopodiché, avvenuta la transazione, il proprietario della struttura ricettiva può decidere se convertirlo in valuta o mantenerlo in bitcoin.

Anche Expedia offre questo tipo di servizio ai clienti che lo desiderano. A Malta è nata la Bitcoin Adventures un’agenzia di viaggio specializzata proprio nell’organizzazione di interi “viaggi bitcoin”. Mentre in Spagna, l’agenzia Destinia.com si è specializzata nella prenotazione di camere d’albergo con pagamento in criptovaluta. E sempre in Spagna, a Barcellona, è nato il progetto della piattaforma per l’affitto di appartamenti online LaCommunity, che ha lanciato The Rentals Token, una moneta virtuale che permetterebbe di ridurre il costo dell’affitto in altre piattaforme fino ad un 20%. L’idea dei fondatori è quella di creare un vero e proprio network, un marketplace di case vacanze interamente sviluppato sulla tecnologia blockchain, con tanto di app per dispositivi mobili.

Questi sono alcuni esempi, ma la lista delle attività, del settore turistico e non, che che si sono tuffate nell’avventura bitcoin è davvero lunga.

In Italia

La mappa disegnata da QuiBitcoin è un utile strumento per essere aggiornati su quali attività o esercizi commerciali accettano bitcoin sul territorio nazionale.

Sono numerose le strutture turistiche che hanno scelto di dare ai propri ospiti la possibilità di pagare con criptovaluta, spesso dietro richiesta degli stessi clienti: è il caso dell’Hotel Plaza Lucchesi di Firenze che ha fatto questa scelta alla luce delle numerose richieste da parte della clientela, soprattutto statunitense. Stessa scelta per la rete di alloggi di Hemeras Boutique Hotel, per l’Albergo Bechmann vicino Bolzano e per alcuni bed & breakfast sparsi in varie regioni d’Italia. Anche l’agenzia di viaggi online Portale Sardegna alla fine del 2017 ha firmato un accordo con la piattaforma Conio per aprire ai pagamenti in criptomonete.

Un sistema di questo tipo presenta però anche svantaggi o problemi, ad esempio le frequenti fluttuazioni del valore di una moneta virtuale dalla quotazione instabile nel tempo. I rischi maggiormente noti sono quelli legati alla natura web del sistema e dunque l’ eventuale perdita dei codici di accesso o il fallimento di piattaforme di scambio.

È di qualche giorno fa la notizia di un calo del 17% del valore del Bitcoin, ai minimi da febbraio scorso, a causa di un tentativo di hackeraggio ai danni di una piattaforma che ha costretto a forti vendite.

Staremo dunque a vedere in che modo il settore hospitality, e turismo in generale, risponderà ad un mercato instabile ma dal potenziale affascinante, se resterà una forma di pagamento marginale o se è in arrivo una rivoluzione.

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