spese detraibili per bed breakfast

Tassazione e detrazioni fiscali per affitti turistici: come funziona?

Guadagnare grazie alla tua casa vacanze, B&B o affittacamere è sicuramente entusiasmante, ma bisogna tenere conto delle tasse da pagare e l’impatto che possono avere sul reddito della tua attività. Per quanto il tuo anno possa essere andato economicamente bene, quel bonifico diretto alle casse dello Stato fa’ sempre un po’ “male”.


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Anche se, ovviamente, è giusto e doveroso pagare le tasse relative alle tue entrate, non c’è assolutamente niente di male nell’informarsi accuratamente su come poterne limitare il pagamento. Ci spieghiamo meglio: sei sicuro di sapere esattamente quali fra le spese che hai sostenuto per la tua casa vacanze, Bed and Breakfast o affittacamere sono detraibili ai fini IVA?

Quale Partita IVA scegliere?

La gestione delle tasse per i proprietari di case vacanze o property manager con partita IVA può essere un argomento complesso, ma è fondamentale comprendere le opzioni disponibili e le relative implicazioni fiscali. Quando si apre una partita IVA, sia come proprietario che come property manager, è possibile, ormai da qualche anno, scegliere tra il regime forfettario e la tassazione a scaglioni IRPEF.

Partita IVA a regime forfettario

Se opti per il regime forfettario, le tasse saranno fisse al 15% su una percentuale del fatturato che riesci a generare. Tuttavia, è importante notare che puoi beneficiare di un’aliquota ridotta del 5% per i primi cinque anni se la tua attività rientra nella categoria di startup, ovvero se non hai mai aperto una partita IVA o se non l’hai aperta negli ultimi tre anni. Questo incentivo fiscale mira a sostenere i nuovi imprenditori e incoraggiare la creazione di nuove attività come, ad esempio, aprire case vacanze e affittacamere.

La legge Bilancio del 2023 ha stabilito come limite di fatturato massimo per rientrare nel regime forfettario 85.000 € annui dando la possibilità, in caso si superasse la soglia, di uscire da questo regime l’anno successivo, fermo restando che si resti sotto i 100.000 € annui. Se si dovesse superare quest’ultima cifra, l’uscita dal regime forfettario sarà immediato.

Nel regime forfettario le spese deducibili non sono gestite in maniera dettagliata come avviene con la partita IVA ordinaria (ad esempio, inserendo tutte le fatture), ma vengono considerate come una percentuale del fatturato, specificata in base al codice di attività svolta. Questo significa che non è necessario elencare e documentare singolarmente le spese, semplificando la gestione contabile. Inoltre, il regime forfettario potrebbe rappresentare una scelta vantaggiosa per coloro che hanno spese contenute o che preferiscono una maggiore semplicità amministrativa.

Partita IVA a regime ordinario

Nel caso in cui non sia possibile aderire al regime forfettario o si scelga di non farlo, si entra nel sistema delle aliquote IRPEF, in cui la tassazione varia tra il 23% e il 43%, a seconda del reddito. Il reddito, in questo caso, rappresenta la differenza tra l’introito derivante dall’attività di casa vacanze e i costi sostenuti per svolgerla.

È fondamentale sottolineare che la tassazione si basa sul reddito imponibile, che rappresenta il profitto generato meno le spese sostenute. Pertanto, grazie alla partita IVA, è possibile dedurre le spese connesse all’attività di casa vacanze, riducendo l’imponibile su cui viene calcolata l’imposta. Ridurre l’imponibile significa pagare meno imposte e mantenere una maggiore parte dei guadagni aziendali. Tuttavia, è importante mantenere documentazione accurata e completa di tutte le spese sostenute che più avanti andremo ad elencare, come fatture e ricevute, per garantire la conformità fiscale e la corretta deduzione delle spese.

Infine, è bene ricordare che, se si gestiscono fino a quattro immobili senza offrire servizi aggiuntivi oltre quelli base (ad esempio: colazione, trasporto, guide turistiche, escursioni, ombrellone in spiaggia), è possibile evitare l’apertura della partita IVA ma si rinuncerà alla possibilità di detrarre alcune delle spese sostenute per la tua attività di casa vacanze, b&b o affittacamere.

È importante valutare attentamente le opzioni disponibili e le specifiche circostanze individuali prima di prendere una decisione. Consultare un commercialista o un esperto fiscale può essere di grande aiuto per comprendere appieno le conseguenze fiscali e per determinare quale regime sia più adatto alle proprie esigenze. La scelta della tassazione corretta può contribuire a ottimizzare la gestione delle finanze aziendali e garantire una corretta conformità fiscale.

Come scaricare le spese per il tuo B&B, casa vacanze o affittacamere


La possibilità di poter beneficiare del diritto alla detrazione IVA (o come comunemente detto: “scaricare” le spese), deriva dalla differenza fra classificazione catastale e utilizzo che se ne fa. Da una risoluzione dell’agenzia delle entrate, si può capire infatti come l’accesso alla detrazione dell’imposta, anche se solitamente esclusa per quanto riguarda gli immobili a destinazione abitativa, può essere ugualmente concesso se l’effettiva destinazione d’uso dell’immobile ricade nell’ambito imprenditoriale, in questo caso all’interno del settore turistico-ricettivo.

In parole povere, ti sarà possibile detrarre ai fini IVA le spese sostenute per la tua casa vacanze, B&B o affittacamere se queste spese sono effettivamente destinate alla tua attività ricettiva e a patto che venga gestita in forma imprenditoriale e, quindi, hai aperto una Partita Iva.

Quali sono le spese detraibili per il tuo B&B, casa vacanze o affittacamere?

Ma veniamo alla parte che ci interessa di più riguardo alla fiscalità delle case vacanza: quali spese posso effettivamente detrarre ai fini IVA? Come spiegato sopra, anche qui vengono considerate solo le spese sostenute relativamente all’attività ricettiva extralberghiera. Quindi tutte quelle spese che sostieni per mantenere, promuovere o migliorare la tua attività di case vacanza possono potenzialmente beneficiare della detraibilità ai fini IVA. Scopriamo insieme quali sono le spese più comuni che puoi portare in detrazione.

1. Utenze generali

In quanto spese sostenute per il mantenimento della tua attività, le spese sostenute per le tue utenze possono essere portate in detrazione. Tali spese comprendono solitamente le bollette di gas e luce, quelle relative ai servizi di telefonia e le spese sostenute per la tua connessione a internet.

2. Spese di pulizia

Anche qui il discorso è piuttosto similare. Come puoi continuare a garantire un servizio eccellente ai tuoi ospiti senza curare la pulizia delle camere e delle aree comuni. A meno che la tua attività non ti permetta di prendertene cura in prima persona, solitamente la pulizia è uno di quei tipici aspetti che vengono delegati ad un professionista o una ditta esterna. Spese che potrai portare in detrazione ai fini IVA.

3. Spese pubblicitarie

Come per qualsiasi altra attività imprenditoriale, la pubblicità è un aspetto importante. Soprattutto al giorno d’oggi, promuovere la tua attività e massimizzare le tue possibilità di ricevere prenotazioni è diventato fondamentale. Potrai farlo con un po’ più di leggerezza ora che sai che anche le spese per campagne pubblicitarie online e offline possono essere detratte.

4. Spese per l’acquisto di arredamento

L’asset fondamentale della tua attività è ovviamente la tua proprietà, giusto? E allora perché non spendere per renderla quanto più bella ed accogliente possibile per i tuoi ospiti? Le spese sostenute per acquistare mobili e complementi d’arredo in generale rientrano a pieno diritto fra le spese sostenute la gestione e il miglioramento della tua attività e possono essere quindi portate in detrazione.

5. Spese per attrezzature o dotazioni domestiche

L’arredamento di camere e aree comuni non è l’unico insieme di beni che hai bisogno di acquistare per la tua attività. Quando si gestisce un Bed and Breakfast o una casa vacanze infatti, ci sono un’infinità di altre cose da acquistare, riparare o riacquistare per rendere piacevole l’esperienza dei tuoi ospiti. A partire dalla macchinetta del caffè fino a un semplice deumidificatore, gli acquisti fatti per la tua attività possono essere scaricati.

6. Spese per alimenti e bevande

Questa voce vale soprattutto se gestisci un B&B. Oltre al pernottamento, la tua offerta include dei pasti come colazioni o cene? Nel caso la tua risposta sia affermativa, sappi che puoi portare in detrazione ai fini IVA anche le spese che sostieni per acquistare il cibo e le bevande che fornisci agli ospiti nell’ambito della tua attività. Molto interessante se la tua attività punta anche sull’aspetto gastronomico del soggiorno.

Affitti brevi e detrazione delle spese: considerazioni

Prima di lasciarti vorremmo ricordarti ancora una volta l’importanza di affidarsi sempre e comunque ad un commercialista esperto del settore extralberghiero, che sappia indicarti nel tuo caso specifico esattamente quali spese sono detraibili per il tuo Bed and Breakfast, casa vacanze o affittacamere e quali no. Ricorda che in merito alla fiscalità delle case vacanza esistono differenze soprattutto legate alla legislazione regionale, ed è quindi opportuno “spulciare” tutti i cavilli relativi alla tassazione applicata agli affitti turistici.


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