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Albergo Diffuso: cos’è e come funziona per i proprietari

Albergo Diffuso: cos’è e come funziona per i proprietari

Cerchi più informazioni sugli Alberghi Diffusi? In questo articolo cercheremo di analizzare insieme questo particolare tipo di struttura e i suoi punti di forza.

In che cosa consiste un Albergo Diffuso? È un tipo di business che potrebbe fare al caso mio? A quali rischi ed opportunità andrei incontro?

Ecco solo alcune delle domande alle quali cercheremo di dare una risposta. Buona lettura!

Cos’è l’Albergo Diffuso

hotel diffuso

L’Albergo Diffuso (o Hotel Diffuso) rappresenta un modello ricettivo “rivoluzionario”, ideato dal professor Giancarlo Dall’Ara, esperto e docente di marketing turistico.

A differenza dei un normale hotel o una casa vacanze, si tratta di un concept che punta alla valorizzazione del territorio e si contraddistingue per avere i propri elementi (unità abitative, camere, ecc.) dislocati in punti e immobili diversi, facenti parte, spesso, dello stesso nucleo urbano.

Con l’aggettivo “diffuso”, si vuole sottolineare l’orizzontalità di questo modello, opposto all’immagine degli alti edifici in cui sono situati gli alberghi tradizionali. I servizi offerti, in realtà, sono pressoché gli stessi, ma la la hall e la reception potrebbero trovarsi in una piazza o in un caffè, anziché in un imponente salone.

Per capire come funziona un Albergo Diffuso, è necessario spostare il focus solo sull’Italia. È, infatti, un “prodotto” totalmente italiano il cui nome non viene tradotto nelle altre lingue. È molto apprezzato, soprattutto dai turisti stranieri, pur non avendo ancora preso formalmente piede al di fuori del nostro Paese.

La normativa dell’Albergo Diffuso

Una domanda che forse già ti sarai fatto è: qual è la normativa che regolamenta gli Alberghi Diffusi?

La verità è che la normativa per l’Albergo Diffuso è gestita da ogni regione a livello locale. Esistono delle leggi regionali che definiscono i limiti e le specificità relative all’esercizio di questo tipo di attività.

Il modello dell’Albergo Diffuso è stato riconosciuto formalmente per la prima volta nel 1998 in Sardegna, con una legge che ha “sancito” l’inizio di questo particolare concept.

A seguito del riconoscimento sardo, il modello ha cominciato ad essere apprezzato e adottato anche in altre regioni d’Italia, che hanno creato (come abbiamo detto) dei regolamenti per permettere l’espansione degli Alberghi Diffusi.

Come aprire un Albergo Diffuso

albergo diffuso normativa

Una volta consultata la propria legge regionale, come si fa per aprire un Albergo Diffuso?

Innanzitutto è importante sapere che per l’Albergo Diffuso è un tipo di attività imprenditoriale svolta in maniera professionale. È fondamentale, quindi, scegliere il tipo di impresa che si vuole creare, sia essa una società, un’impresa individuale ecc.

Dopo aver costituito l’impresa, dovrai presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (la cosiddetta SCIA) allo sportello SUAP del tuo comune.

La SCIA dovrà indicare una serie di informazioni fondamentali relativamente alla disposizione dei locali ed altri elementi principali.

Per mettere su questa attività, solitamente sono necessari almeno due edifici con un numero minimo di sette stanze. Almeno uno degli edifici deve essere adibito a struttura principale che accoglierà la hall o reception e dove, generalmente, viene servita agli ospiti la colazione. Le altre abitazioni, dove si trovano le stanze possono essere situate a una distanza massima di 300 metri.

Come qualsiasi altra struttura alberghiera, anche l’Albergo Diffuso ha le sue stelle, definite in seguendo gli standard vigenti.

Per aprire un Albergo Diffuso non sono richieste opere di costruzione di alcun tipo: l’idea di fondo, che poi è anche uno dei nobili fini dell’Albergo Diffuso, è quella di recuperare, ristrutturare e riqualificare qualcosa che esiste già.

In particolare, territori meno conosciuti, borghi che vanno incontro allo spopolamento, seconde case disabitate. Non alterare l’architettura del luogo in cui si trova è uno dei concetti fondamentali.

1. Il target dell’Albergo Diffuso

aprire un albergo diffuso

Nonostante questo modello non sia nato recentemente, ha visto negli ultimi anni una grande crescita. E la chiave di lettura di questo trend risiede proprio nel cambiamento che ha interessato la domanda turistica in generale.

L’attenzione sempre maggiore nei confronti di un turismo sostenibile e responsabile verso l’ambiente, il desiderio di destinazioni e alloggi alternativi che regalino esperienze piuttosto che semplici vacanze, sono tendenze che si sposano perfettamente con la natura e il modus operandi dell’Albergo Diffuso.

Queste realtà si rivolgono principalmente a chi è intenzionato a soggiornare vivendo a stretto contatto con le persone del posto, anziché nuotare nel mare del turismo di massa, senza rinunciare ai servizi di un hotel. E, naturalmente, privilegia piccoli centri storici, borghi antichi, comuni montani e rurali.

Dobbiamo ricordarci, inoltre, che l’Italia si caratterizza fortemente non solo per la bellezza delle sue destinazioni, ma anche per lo stile di vita (tradizioni, prodotti tipici, manifestazioni) che i viaggiatori internazionali, e non solo, non vedono l’ora di scoprire e “vivere” durante il loro soggiorno.

In quest’ottica, ciò che il modello dell’Albergo Diffuso permette, rispetto a sistemazioni più tradizionali, è la relativa facilità con cui ci si può ritrovare ad assaporare la quotidianità di un piccolo centro, come un qualsiasi abitante del luogo.

2. Vantaggi per i proprietari

finanziamenti per albergo diffuso

I vantaggi di aderire al modello dell’Albergo Diffuso per i proprietari di case vacanze o seconde case sono diversi.

Innanzitutto, come ha ricordato lo stesso prof. Dall’Ara in più di un’intervista, il valore degli immobili ne risentirà in maniera positiva. Inoltre, una scelta di questo tipo potrebbe rappresentare un grande aiuto e una spinta per tutti quei proprietari che magari dispongono di un immobile in un borgo, ma ritengono di aver bisogno di un supporto affinché dia loro i frutti sperati.

L’immissione in questa sorta di vortice collaborativo, aumenterà inevitabilmente la visibilità delle singole proprietà e aiuterà i proprietari a promuovere le proprie strutture, giacché la maggior parte di esse si trova al di fuori dei principali circuiti turistici. Gli ospiti che hanno soggiornato nel borgo potrebbero voler tornare e provare un’altra tipologia di alloggio; chi ha cenato o pranzato in uno dei ristoranti del luogo, grazie alle attività di cross promotion potrebbe decidere di pernottare o di tornare con amici e famiglia per una fuga lontano dalla città.

Le attività di cross marketing e networking sono l’essenza del modello Alberghi Diffusi: è come se si venisse a creare un piccolo mondo totalmente autosufficiente ed indipendente dalle logiche alberghiere più tradizionali. Costruire delle solide relazioni con gli altri proprietari e con i gestori di attività commerciali o fornitrici di servizio, produrrà vantaggi per tutti.

3. Benefici per il territorio

albergo diffuso finanziamenti europei

Com’è facile intuire, un Albergo Diffuso funzionante rappresenta un beneficio per l’intera comunità che lo ospita e per il suo territorio. I produttori locali saranno più incentivati al coinvolgimento, così come le persone del luogo, poiché ognuna, nel suo piccolo, può contribuire all’autenticità dell’offerta. Inoltre, il turismo nei Borghi d’Italia non rispetta strettamente le dinamiche stagionali, proprio perché i piccoli comuni spesso sono situati in zone rurali.  Senza dubbio la stagione calda vede il maggior numero di presenze, ma anche nella cosiddetta “bassa stagione” questi centri sono un’ottima soluzione per brevi escursioni o weekend di relax. Ciò significa che il flusso economico generato è abbastanza continuo e può assolvere alla sua funzione di lotta allo spopolamento e animare centri di interesse storico-architettonico.

4. Finanziamenti per Albergo Diffuso

albergo diffuso come funziona

Quando si decide di lanciarsi in qualsiasi avventura imprenditoriale è importante disporre del capitale necessario per poter iniziare.

L’informazione che molti cercano in relazione a questo è spesso circa l’esistenza o meno di finanziamenti rivolti alla propria categoria di impresa.

Esistono incentivi o finanziamenti per gli Alberghi Diffusi?

La verità è che dipende. Il settore turistico è una materia principalmente di competenza delle regioni e, per questo, la presenza o meno di finanziamenti dipende molto dal luogo in cui si decide di iniziare la propria impresa.

Rappresentando però l’Albergo Diffuso un tipo particolare di offerta ricettiva che, oltre al profitto, ha come obiettivo principale la riqualificazione del territorio e lo sviluppo della comunità locale, ci può essere la possibilità di accedere a dei finanziamenti europei.

Un esempio ne è il EU Programme for Employment and Social Innovation (EaSI), il programma dell’Unione Europea per il cambiamento e l’innovazione sociale, nel quale un progetto di Albergo Diffuso potrebbe rientrare in base a determinate caratteristiche.

Tutto dipende chiaramente dallo specifico caso e ci sono numerose variabili che influenzano l’accesso ad un bando o meno.

Le varianti dell’Albergo Diffuso

Nel corso degli anni si sono create anche delle versioni alternative all’Albergo Diffuso che, pur non rientrando nel modello del professor Dall’Ara, costituiscono un modello molto simile ed interessante:

  • Paese Albergo: il coinvolgimento in questo caso interessa tutto il comune o centro storico di un paese, attraverso una vera e propria rete di stanze, case, ristoranti e spazi comuni per gli ospiti. Gli ospiti possono prenotare attraverso un sistema centralizzato che, tuttavia, non prevarica l’indipendenza degli operatori. Non è prevista una gestione unitaria ma solo un’attività di networking.
  • Residence Diffuso: è una rete di strutture ricettive extra alberghiere o case vacanze che condivide alcuni servizi comuni ed è gestita unitariamente in forma imprenditoriale. In questo caso viene fornito alloggio in più unità abitative situate all’interno di un unico perimetro comunale, assieme ai servizi di accoglienza e di assistenza. Anche in questo caso è previsto un sistema di prenotazione centralizzato, ma la rete è gestita unitariamente in forma imprenditoriale.
  • Albergo Diffuso di campagna: per ora sperimentato solo in Molise, risponde agli stessi criteri delle altre due categorie ma la sua attività si estende oltre i confini di un Borgo, interessando un’intera area rurale.

Gli Alberghi Diffusi in Italia

albergo diffuso cos'è

In Italia sono molte le strutture ufficialmente riconosciute come modelli di ospitalità diffusa, ma i primi “esperimenti risalgono al 1994 e 1995, rispettivamente a Sauris (Friuli Venezia-Giulia) e Bosa (Sardegna).

Tra quelli divenuti più celebri in tempi recenti, c’è sicuramente Sexantio in Abruzzo. Ormai star di Instagram, questo Albergo Diffuso è nato dall’idea dell’imprenditore italo-svedese Daniele Elow Kihlgren, che ha messo in atto il recupero del borgo di Santo Stefano di Sessanio e ora lavora per estenderlo anche ai borghi di Castel del Monte e Rocca Calascio.

Altrettanto nota è l’offerta delle Grotte della Civita a Matera, sempre su un progetto di Daniele Elow Kihlgren, che ha permesso di ricavare 18 camere da letto nella suggestiva cornice dei Sassi di Matera, con l’intento di ridare valore alle famose grotte di questo territorio.

Ma queste sono solo alcune delle proposte di ospitalità diffusa presenti sul territorio italiano. Il modo migliore per scoprirle tutte e ottenere informazioni utili qualora fossi interessato a questo modello, è visitare l’apposita sezione sul sito ufficiale dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi.

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