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Albergo Diffuso: che cos’è e come funziona per i proprietari

Albergo Diffuso: che cos’è e come funziona per i proprietari

Cerchi più informazioni sugli Alberghi Diffusi? In questo articolo cercheremo di analizzare insieme questo particolare tipo di struttura e i suoi punti di forza.

In che cosa consiste un Albergo Diffuso? È un tipo di business che potrebbe fare al caso mio? A quali rischi ed opportunità andrei incontro?

Ecco solo alcune delle domande alle quali cercheremo di dare una risposta. Buona lettura!


Cos’è l’Albergo Diffuso

L’Albergo Diffuso (o Hotel Diffuso) rappresenta un modello ricettivo “rivoluzionario”, ideato dal professor Giancarlo Dall’Ara, esperto e docente di marketing turistico.

A differenza di un normale hotel o di una casa vacanze, si tratta di un concept che punta alla valorizzazione del territorio e si contraddistingue per avere i propri elementi (unità abitative, camere, ecc.) dislocati in punti diversi dello stesso nucleo urbano e in strutture diverse.

hotel diffuso

Con l’aggettivo “diffuso”, si vuole sottolineare l’orizzontalità di questo modello, opposto all’immagine degli alti edifici in cui sono situati gli alberghi tradizionali. I servizi offerti, in realtà, sono pressoché gli stessi, ma la la hall e la reception potrebbero trovarsi in una piazza o in un caffè, anziché in un salone imponente .

Per capire come funziona un Albergo Diffuso, è necessario spostare il focus solo sull’Italia. È, infatti, un “prodotto” totalmente italiano il cui nome non viene tradotto nelle altre lingue. È molto apprezzato, soprattutto dai turisti stranieri, pur non avendo ancora preso formalmente piede al di fuori del nostro Paese.

Dove può funzionare l’albergo diffuso

L’albergo diffuso viene ideato per garantire una presenza ricettiva anche in quei centri piccoli o piccolissimi, spesso dotati di interessanti vestigia storiche o artistiche, dove la costruzione di un hotel “classico” andrebbe a snaturare il contesto abitativo e culturale. Si tratta, ovviamente, anche di un sistema per ristrutturare case e ambienti che altrimenti non verrebbero utilizzati o per i quali, magari, non verrebbero rispettate le caratteristiche di tipicità locale.

Il concetto di albergo diffuso è stata una grande innovazione e appartiene di fatto all’Italia perché solo da noi vi sono le caratteristiche per impostarlo: paesi o villaggi dotati di valore artistico, storico o paesaggistico, grosse limitazioni alle nuove costruzioni, volontà di rispettare il territorio e di fornire una vacanza esperienziale. Senza considerare che l’albergo diffuso permette di creare un indotto di cui va a beneficiare tutto il paese o la località, con richiesta di personale per la reception, per le pulizie, lavanderie e manutentori, giardinieri, ecc.

L’albergo diffuso può quindi funzionare bene se hai più case o appartamenti a disposizione in uno stesso piccolo centro abitato, possibilmente nel raggio di massimo 200-300 metri. Non occorre che le abbia tutte tu, naturalmente: puoi metterti in società con qualcun altro che le ha. Non funziona con i centri disabitati perché è essenziale che il visitatore si senta calato nella vita quotidiana del paese, trovandosi a dimorare a fianco dei “veri” abitanti del luogo e seguendone, in buona parte, i ritmi giornalieri. In pratica, a voler ben vedere, non si tratta forse di molteplici piccole case vacanza accomunate dalla vicinanza e da una gestione alberghiera? Non per niente l’albergo diffuso viene anche definito come l’unione di diverse camere/case.

Se poi le strutture che hai a disposizione sono tipiche o caratteristiche della zona, tutto acquista un valore aggiuntivo, in quanto ti sarà più facile pubblicizzare questa tipologia abitativa nel tuo sito o nelle OTA. Ricordati: con l’albergo diffuso, il viaggiatore o turista non vuole solo avere una camera: vuole un’esperienza più autentica possibile del luogo.

La normativa dell’Albergo Diffuso

Una domanda che forse già ti sarai fatto è: qual è la normativa che regolamenta gli Alberghi Diffusi?

La verità è che la normativa per l’Albergo Diffuso è gestita da ogni regione a livello locale. Esistono delle leggi regionali che definiscono i limiti e le specificità relative all’esercizio di questo tipo di attività.

Il modello dell’Albergo Diffuso è stato riconosciuto formalmente per la prima volta nel 1998 in Sardegna, con una legge che ha “sancito” l’inizio di questo particolare concept.

A seguito del riconoscimento sardo, il modello ha cominciato ad essere apprezzato e adottato anche in altre regioni d’Italia, che hanno creato (come abbiamo detto) dei regolamenti per permettere l’espansione degli Alberghi Diffusi.

Come aprire un Albergo Diffuso

Una volta consultata la propria legge regionale, come si fa per aprire un Albergo Diffuso?

Innanzitutto è importante sapere che l’Albergo Diffuso è un tipo di attività imprenditoriale svolta in modo professionale. È fondamentale, quindi, scegliere il tipo di impresa che si vuole creare, sia essa una società, un’impresa individuale ecc.

Dopo aver costituito la società, dovrai presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (la cosiddetta SCIA) allo sportello SUAP del tuo comune.

albergo diffuso normativa

La SCIA dovrà indicare una serie di informazioni fondamentali relativamente alla disposizione dei locali ed altri elementi principali. Anche per questo, è necessario che tu faccia riferimento al comune in cui sono dislocate le strutture abitative.

Per mettere su questa attività, solitamente sono necessari almeno due edifici con un numero minimo di sette stanze. Almeno uno degli edifici deve essere adibito a struttura principale, quella che accoglierà la hall o reception e dove, generalmente, verrà servita la colazione agli ospiti. Le altre abitazioni nelle quali si trovano le camere possono essere situate a una distanza massima di 300 metri.

Come qualsiasi altra struttura alberghiera, anche l’Albergo Diffuso ha le sue stelle, definite seguendo gli standard vigenti.

Per aprire un Albergo Diffuso non sono richieste opere di costruzione di alcun tipo: l’idea di fondo, che poi è anche uno dei nobili fini dell’Albergo Diffuso, è quella di recuperare, ristrutturare e riqualificare qualcosa che esiste già.

Facendolo, in particolare, nei territori meno conosciuti, nei borghi che vanno incontro allo spopolamento, nelle seconde case disabitate. Non alterare l’architettura del luogo in cui ci si trova è uno dei concetti fondamentali, quello che definisce l’albergo diffuso e che lo rende unico nel suo genere, diverso da tutte le altre tipologie di hotel.

Le caratteristiche dell’Hotel Diffuso

1. Il target dell’Albergo Diffuso

Nonostante questo modello non sia precisamente di nascita recente, ha visto negli ultimi anni una grande crescita. E la chiave di lettura di questo trend risiede proprio nel cambiamento che ha interessato la domanda turistica in generale.

L’attenzione sempre maggiore nei confronti di un turismo sostenibile e responsabile verso l’ambiente, il desiderio di destinazioni e alloggi alternativi che regalino esperienze piuttosto che semplici vacanze, sono tendenze che si sposano perfettamente con la natura e il modus operandi dell’Albergo Diffuso.

Queste realtà si rivolgono principalmente a chi è intenzionato a soggiornare vivendo a stretto contatto con le persone del posto, pur senza rinunciare ai servizi di un hotel, anziché nuotare nel mare del turismo di massa. E, naturalmente, a chi privilegia piccoli centri storici, borghi antichi, comuni montani e rurali.

aprire un albergo diffuso

Dobbiamo ricordarci, inoltre, che l’Italia si caratterizza fortemente non solo per la bellezza delle sue destinazioni, ma anche per lo stile di vita (tradizioni, prodotti tipici, manifestazioni) che i viaggiatori, internazionali ma anche nazionali,, non vedono l’ora di scoprire e “vivere” durante il loro soggiorno.

In quest’ottica, quello che il modello dell’Albergo Diffuso permette, rispetto a sistemazioni più tradizionali, è la relativa facilità con cui ci si può ritrovare ad assaporare la quotidianità di un piccolo centro, proprio come un qualsiasi abitante del luogo.

2. Vantaggi per i proprietari

Per i proprietari di seconde case o di case vacanze, vi sono diversi vantaggi nell’aderire al modello dell’Albergo Diffuso.

Innanzitutto, come ha ricordato lo stesso prof. Dall’Ara in più di un’intervista, il valore degli immobili ne risentirà in maniera positiva. Inoltre, una scelta di questo tipo potrebbe rappresentare un grande aiuto e una spinta per tutti quei proprietari che magari dispongono di un immobile in un borgo, ma ritengono di aver bisogno di un supporto affinché dia loro i frutti sperati.

Finanziamenti per albergo diffuso

L’immissione in questa sorta di vortice collaborativo aumenterà inevitabilmente la visibilità delle singole proprietà e aiuterà i proprietari a promuovere le proprie strutture, giacché la maggior parte di esse si trova al di fuori dei principali circuiti turistici. Gli ospiti che hanno soggiornato nel borgo potrebbero voler tornare e provare un’altra tipologia di alloggio; chi ha cenato o pranzato in uno dei ristoranti del luogo, grazie alle attività di cross promotion potrebbe decidere di pernottare o di tornare con amici e famiglia per una fuga lontano dalla città.

Le attività di cross marketing e networking sono l’essenza del modello Alberghi Diffusi: è come se si venisse a creare un piccolo mondo totalmente autosufficiente e indipendente dalle logiche alberghiere più tradizionali. Costruire delle solide relazioni, con gli altri proprietari e con i gestori di attività commerciali o fornitrici di servizio, produrrà vantaggi per tutti.

3. Benefici per il territorio

Com’è facile intuire, un Albergo Diffuso funzionante rappresenta un beneficio per l’intera comunità che lo ospita e per il suo territorio. I produttori locali saranno più incentivati al coinvolgimento, così come le persone del luogo, poiché ognuna, nel suo piccolo, può contribuire all’autenticità dell’offerta. Inoltre, il turismo nei Borghi d’Italia non rispetta strettamente le dinamiche stagionali, proprio perché i piccoli comuni spesso sono situati in zone rurali.

Albergo diffuso finanziamenti europei

Senza dubbio la stagione calda vede il maggior numero di presenze, ma anche nella cosiddetta “bassa stagione” questi centri sono un’ottima soluzione per brevi escursioni o weekend di relax, soprattutto se nei dintorni vi sono aree o città di interesse. Ciò significa che il flusso economico generato è abbastanza continuo e può assolvere alla sua funzione di lotta allo spopolamento e animare centri di interesse storico-architettonico.

4. Finanziamenti per Albergo Diffuso

Quando si decide di lanciarsi in qualsiasi avventura imprenditoriale è importante disporre del capitale necessario per poter iniziare.

L’informazione che molti cercano in relazione a questo è spesso circa l’esistenza o meno di finanziamenti rivolti alla propria categoria di impresa.

Esistono incentivi o finanziamenti per gli Alberghi Diffusi? Come per tutto quello che riguarda il settore turistico, anche questa è una materia principalmente di competenza delle regioni e, per questo, la presenza o meno di finanziamenti dipende molto dal luogo in cui si decide di iniziare la propria impresa.

albergo diffuso come funziona

Poiché l’Albergo Diffuso rappresenta però un tipo particolare di offerta ricettiva che, oltre al profitto, ha come obiettivo principale la riqualificazione del territorio e lo sviluppo della comunità locale, ci può essere la possibilità di accedere a dei finanziamenti europei.

Un esempio ne è il EU Programme for Employment and Social Innovation (EaSI), il programma dell’Unione Europea per il cambiamento e l’innovazione sociale, nel quale un progetto di Albergo Diffuso potrebbe rientrare in base a determinate caratteristiche.

Tutto dipende chiaramente dallo specifico caso e ci sono numerose variabili che influenzano l’accesso a un bando. Di fondamentale importanza è una ricerca approfondita su internet in merito alle diverse tipologie di progetto. Tra i molti, vi sono quelli rivolti all’imprenditoria femminile che meritano un’occhiata approfondita, trattandosi di incentivi legati alla Manovra 2021. Ma può essere di aiuto anche una bella chiacchierata con un commercialista aperto alle novità, visto che la categoria è di solito attenta alle offerte interessanti per i propri clienti.

5. L’importanza del business plan per l’albergo diffuso

Come per qualsiasi impresa o attività che ci si trova a intraprendere, anche in questo caso sarà utilissimo prepararsi un business plan. Anzi, in questo caso sarà ancora più necessario che non con una piccola casa vacanze.

L’albergo diffuso, infatti, a meno che tu non possieda già più strutture abitative che non richiedano troppi lavori di ristrutturazione, è di solito gestito da cooperative o società di più soci, dove ciascun socio apporta i propri beni immobili o/e know-how. Il business plan si rivelerà allora assolutamente necessario, fornendo ai soci una visione d’insieme di spese fisse, costi ed entrate potenziali e fissando ruoli e mansioni in modo ben definito.

Se infatti l’hotel diffuso è di per sé un’idea affascinante, nella realtà è di difficile organizzazione: le strutture “diffuse” non aiutano, in termini di gestione e di risparmio di tempo. Per questo è importante conoscerne fin dall’inizio i punti di forza e quelli di debolezza… e riconoscere anche i propri!

6. Le tasse da pagare per l’albergo diffuso

Le tasse, nel caso dell’albergo diffuso, saranno più che altro legate al tipo di società che intendi costituire. Al contrario di bed and breakfast o affittacamere, infatti, per cui è anche prevista una gestione “non professionale”, nel caso degli alberghi diffusi si rientra nella categoria alberghiera e quindi del tutto professionale.

Pertanto, le imposte da pagare e da far pagare agli ospiti saranno le stesse degli hotel. Con la differenza che, essendo l’hotel diffuso situato di solito in aree rurali o semirurali o in piccoli borghi,  l’imposta di soggiorno da far pagare agli ospiti sarà senz’altro assai inferiore rispetto a quella delle grandi città. A volte, il comune non la richiederà neppure, o la richiederà solo nei mesi di maggior afflusso turistico.

Le varianti dell’Albergo Diffuso

Nel corso degli anni si sono create anche delle versioni alternative all’Albergo Diffuso che, pur non rientrando nel modello del professor Dall’Ara, costituiscono un modello molto simile ed interessante:

  • Paese Albergo: il coinvolgimento in questo caso interessa tutto il comune o centro storico di un paese, attraverso una vera e propria rete di stanze, case, ristoranti e spazi comuni per gli ospiti. Gli ospiti possono prenotare attraverso un sistema centralizzato che, tuttavia, non prevarica l’indipendenza degli operatori. Non è prevista una gestione unitaria ma solo un’attività di networking.
  • Residence Diffuso: è una rete di strutture ricettive extra alberghiere o case vacanze che condivide alcuni servizi comuni ed è gestita unitariamente in forma imprenditoriale. In questo caso viene fornito alloggio in più unità abitative situate all’interno di un unico perimetro comunale, assieme ai servizi di accoglienza e di assistenza. Anche in questo caso è previsto un sistema di prenotazione centralizzato, ma la rete è gestita unitariamente in forma imprenditoriale.
  • Albergo Diffuso di campagna: per ora sperimentato solo in Molise, risponde agli stessi criteri delle altre due categorie ma la sua attività si estende oltre i confini di un Borgo, interessando un’intera area rurale.

Gli Alberghi Diffusi in Italia

In Italia sono molte le strutture ufficialmente riconosciute come modelli di ospitalità diffusa, ma i primi “esperimenti risalgono al 1994 e 1995, rispettivamente a Sauris (Friuli Venezia-Giulia) e Bosa (Sardegna).

Tra quelli divenuti più celebri in tempi recenti, c’è sicuramente Sexantio in Abruzzo. Ormai star di Instagram, questo Albergo Diffuso è nato dall’idea dell’imprenditore italo-svedese Daniele Elow Kihlgren, che ha messo in atto il recupero del borgo di Santo Stefano di Sessanio e ora lavora per estenderlo anche ai borghi di Castel del Monte e Rocca Calascio.

albergo diffuso cos'è

Altrettanto nota è l’offerta delle Grotte della Civita a Matera, sempre su un progetto di Daniele Elow Kihlgren, che ha permesso di ricavare 18 camere da letto nella suggestiva cornice dei Sassi di Matera, con l’intento di ridare valore alle famose grotte di questo territorio.

Ma queste sono solo alcune delle proposte di ospitalità diffusa presenti sul territorio italiano. Il modo migliore per scoprirle tutte e ottenere informazioni utili, qualora fossi interessato a questo modello, è visitare l’apposita sezione sul sito ufficiale dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi.

Scoprire le avventure altrui nel settore e imparare dai passi falsi (ma anche dalle grandi vittorie) di altri sarà importantissimo per guidarti verso il TUO albergo diffuso: la tua versione dell’ospitalità italiana, per far capire ai visitatori italiani e stranieri che ci si può sentire in vacanza anche sentendosi a casa.


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