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Decreto Sicurezza: cosa cambia per case vacanze e affitti brevi?
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Decreto Sicurezza: cosa cambia per case vacanze e affitti brevi?

Dopo essere stato approvato nell’ottobre dello scorso anno, il 1 dicembre 2018 è entrato in vigore il Decreto Sicurezza, che all’art. 19-bis, introduce l’obbligo per locazioni e sublocazioni di durata inferiore a 30 giorni, di comunicazione alla Questura delle generalità degli ospiti entro le 24 ore successive al loro arrivo.

Lo scorso agosto, con un emendamento chiamato “Decreto Sicurezza bis” questo limite è stato ulteriormente ridotto, ed è ora quindi obbligatoria la comunicazione alla questura entro e non oltre le 6 ore dall’arrivo degli ospiti per i soggiorni inferiori alle 24 ore.

Da più parti, all’interno del settore hospitality italiano, è considerato un passo avanti sia in termini di trasparenza, sia per quanto riguarda questioni di sicurezza.

Qual è lo scopo del Decreto Sicurezza in materia di affitti brevi

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La grande ascesa di case vacanze e locazioni turistiche, nel nostro Paese come nel resto del Mondo, ha convertito un principio relativamente semplice come quello dell’home sharing in un vero e proprio business che, secondo recenti stime, ha dato vita ad un mercato che solo in Italia fa girare ben 4 miliardi di euro.

La mancanza di una normativa univoca, di cui pure il blog di Lodgify si è spesso occupato, parallelamente alla crescita vertiginosa del mercato extra-alberghiero, ha portato alla luce alcune criticità, tra cui l’evasione fiscale e importanti lacune in materia di sicurezza. Sono proprio questi i temi spinosi a cui il decreto sicurezza bis sugli affitti brevi cerca di porre rimedio.

Fino ad ora, infatti, la Legge nazionale non presentava alcuna uniformità in merito e l’attuazione delle regole era affidata alle Regioni, le quali hanno operato, appunto, in forma autonoma definendo le modalità di gestione di attività come case vacanze e affitti brevi.

Decreto Sicurezza e affitti brevi: il testo della legge

La nuova legge sancisce l’obbligo per i proprietari o amministratori di comunicare alla questura di competenza le generalità degli ospiti a, anche se si tratta di locazioni turistiche a breve termine.

Nel testo si legge che:

comma 1. I gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di strutture di accoglienza non convenzionali […] possono dare alloggio esclusivamente a persone munite della carta d’identità o di altro documento idoneo ad attestarne l’identità secondo le norme vigenti.

comma 3. Entro le ventiquattr’ore successive all’arrivo, i soggetti di cui al comma 1 comunicano alle questure territorialmente competenti, avvalendosi di mezzi informatici o telematici o mediante fax, le generalità delle persone alloggiate, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dell’interno, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.

Sostanzialmente, vengono estesi gli obblighi già esistenti per gestori di hotel e di altre strutture convenzionali, e contenuti nell’articolo 109 del TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), anche a chi utilizza la propria casa per affitti brevi, ossia per soggiorni di meno di 30 giorni.

Come già detto, dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza bis, il limite di tempo per la comunicazione alla questura si riduce a 6 ore per i soggiorni inferiori alle 24 ore.

Comunicazione alla questura per locazioni turistiche 2019

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Cosa dovrai fare, dunque, in qualità di proprietario o amministratore per rispettare la normativa? Per le locazioni turistiche e gli affitti brevi vige l’obbligo di comunicare alla questura di competenza, entro le 24 ore successive all’arrivo, o entro 6 ore qualora si tratti di soggiorni inferiori a 24 ore, i dati degli ospiti .

Come? Attraverso il servizio Allogiati Web della Polizia di Stato, lo stesso che utilizzano gli albergatori: qui troverai, una volta ottenute e tue credenziali, le istruzioni per compilare schede e modulistica.

Questo implica che i tuoi ospiti dovranno necessariamente essere muniti di un documento di identità valido per poter essere identificati. Per gli ospiti stranieri extracomunitari sarà sufficiente il passaporto un altro documento identificativo considerato valido dagli accordi tra i Paesi e dotato di fotografia.

Ricorda che, a prescindere dall’obbligo di legge, la registrazione degli ospiti per una casa vacanze e la comunicazione alla Questura dei dettagli rappresenta una forma di tutela anche per te, nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto!

Cosa rischiano proprietari e gestori

Gli host che non si adegueranno al decreto sicurezza sulle locazioni brevi andranno incontro ad una sanzione di tipo penale, già prevista dall’articolo 109 del TULPS e che contempla l’arresto fino a tre mesi o una multa per un massimo di 206 euro.

Le reazioni al decreto sicurezza nel settore degli affitti brevi

Airbnb sembra aver accolto positivamente l’entrata in vigore del Decreto, valutando positivamente l’entrata in vigore di un principio unico che valga per tutti i loro host che, come ha ricordato la stessa azienda, non sono solo proprietari di case vacanze ma anche di B&B e hotel.

Anche Federalberghi ha accolto positivamente questa novità, non solo alla luce di una nuova parità dal punto di vista legale fra le diverse tipologie di strutture ricettive presenti nel mercato, ma anche perché in tal modo dovrebbe essere più facile per le autorità garantire la sicurezza del territorio italiano.

Più cauta l’associazione dei proprietari immobiliari italiani Confedilizia: pur riconoscendo la positività del Decreto, auspica che tutto questo non porti un sovraccarico di oneri burocratici sulle spalle dei proprietari che, con le loro attività, contribuiscono allo sviluppo e alla riqualificazione dei territori. Si spera che modulistica venga adattata al nuovo perimetro delle locazioni al più presto e che vengano semplificate e uniformate le modalità di accesso al servizio.

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