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Con l’arrivo della bella stagione molti proprietari di case vacanze ubicate in località turistiche si attivano per locarle mettendole così a “reddito” per brevi periodi di tempo non vincolando l’immobile per periodi eccessivamente lunghi ed evitando i rischi che una locazione ordinaria può dare.

Quando possiamo però parlare di locazione turistica? Su questo specifico dubbio ci viene in aiuto oltre che gli articoli del codice civile e la legge 431/98 il recentissimo D.L. 50/2017 in vigore dal prossimo giugno, i quali tutti stabiliscono che il proprietario di un immobile può stipulare, con i vantaggi che ne derivano, un contratto di affitto ad uso turistico in presenza di tre condizioni:

    • se la locazione ha ad oggetto un immobile abitativo, sono quindi escluse le pertinenze quali, ad esempio, le soffitte.
    • la locazione ha una durata non superiore ai 30 giorni per la quale quindi non vi è obbligo di registrazione, pagamento dell’imposta di registro e imposta di bollo
    • il contratto viene stipulato da persone e a favore di persone che agiscono per fini diversi dall’attività di impresa.
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Quale forma deve avere il contratto di affitto ad uso turistico?

  • La legge richiede che il contratto venga stipulato per iscritto prevendendo, in mancanza della forma richiesta, la nullità dello stesso.
  • Nel contratto devono essere evidenziate espressamente le finalità turistiche. Deve essere firmato da entrambe le parti per esteso nell’ultima pagina e per sigla in ogni pagina al momento del check-in dell’immobile.
  • Il canone locativo può essere liberamente determinato non prevedendo la legge specifici calmieri: l’unico vincolo imposto concerne le modalità di pagamento che, per importi superiori ad euro 2.999,00, deve avvenire con forme tracciabili – bonifico bancario, assegno bancario o circolare, carta di credito. La ricevuta dovrà essere rilasciata al saldo.
  • Nel contratto può essere previsto il pagamento della tassa di soggiorno: l’importo e l’eventuale obbligatorietà di detta tassa varia a seconda delle normative regionali e\o comunali: si consiglia pertanto di rivolgersi sempre all’amministrazione comunale del luogo ove è ubicata la casa vacanza per avere maggiori informazioni.

Usualmente può capitare che la locazione avvenga per periodi molto brevi, ad esempio nei weekend.

All’uopo alleghiamo, per comodità di chi ci legge, due modelli da scaricare per i contratti di locazione avente finalità turistica: il primo è il modello di contratto per locazione ad uso turistico, e può essere utilizzato per affitti della durata minima settimanale e massima di un mese.

Il secondo modello può invece essere utilizzato per la locazione della casa vacanza per singoli weekend o per periodi inferiori alla settimana. Trattandosi di locazione inferiore al mese non c’è l’obbligo di comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza a meno che il conduttore non sia un cittadino extracomunitario. In questa ultima ipotesi la comunicazione deve essere fatta entro le 48 ore dalla stipula del contratto.


Circa l’autore:

Sonia Pirovano Alberici, laureata in giurisprudenza ed esperta in diritto civile e di famiglia.

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Il contratto di affitto ad uso turistico
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  1. luisa Reply

    Considerato che e’ tutto gratuito.. una spiegazione molto accurata e chiara, rispetto alle buche della normativa assente
    Complimenti e grazie mille

    • Giulia D'Alfonso Reply

      Ciao Luisa, grazie per il tuo feedback. Siamo lieti che l’articolo ti sia stato utile.
      Un saluto.

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